P.G.L. della Pesca dell'Isola di Pantelleria

Uno dei fondamentali obiettivi della Politica Comune della Pesca (PCP), così come espresso nel Libro Verde della Riforma della Politica Comune della Pesca del 2009, è riconducibile alla necessità di preservare le risorse naturali mediante una gestione e uno sfruttamento responsabili.

Tale obiettivo viene perseguito attraverso diversi sistemi quali la promulgazione e applicazioni di norme comuni, nonché mediante la lotta alla pesca Illegale, Non Regolamentata e Non Dichiarata (INN) così come attraverso il coinvolgimento degli Stati Membri, e degli operatori del settore, che possono attuare Piani di Gestione della pesca nazionali, regionali e locali.

In relazione a tale finalità, le Organizzazioni di Produttori, così come già espresso dai recenti pareri della Commissione Europea, rappresentano gli organismi maggiormente indicati all’attuazione di un’autoregolamentazione che consenta di perseguire gli scopi della PCP.

In tale contesto normativo, l’O.P. della Pesca di Trapani, di concerto con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale  (IZS) della Sicilia “A. Mirri”, ha presentato il Progetto di attuazione del Piano di Gestione Locale della Pesca dell’Isola di Pantelleria in seno al bando per la Misura 3.1 FEP – Azioni Collettive (art. 37, lettera m – Piani di Gestione Locale).

La scelta di procedere alla individuazione della suddetta zona di pesca quale sub-management unit per la predisposizione di un piano di gestione (oltre ad essere raccomandata nel documento “Base scientifica per la predisposizione dei “Piani di Gestione Locale: Pesca Artigianale della Regione Sicilia”), è stata guidata dalla constatazione che la suddetta zona di intervento, essendo Pantelleria un’isola completamente staccata dalla terraferma, ha coerenza amministrativa, alieutica, fisiografica ed ecologica.

Al progetto partecipano il 100% delle imbarcazioni iscritte nei registri dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Pantelleria.

Scopo del suddetto PGL, basato su specifici indicatori biologici, economici e sociali, è riconducibile a differenti punti di intervento quali:

1)      conservazione della capacità di rinnovo degli stock commerciali;

2)      miglioramento delle condizioni economiche degli addetti del settore;

3)      massimizzazione delle opportunità occupazionali nelle aree dipendenti dalla pesca;

4)      lotta alla pesca illegale praticata da dilettanti anche con le bombole;

5)      disciplina della pesca sportiva;

6)      ricambio generazionale degli operatori addetti all’attività di pesca.

 

 
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