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Scritto da: Redazione
28/01/2011 7.29  RssIcon

Ora può ripartire tutto. Il tavolo tecnico può riprendere il suo lavoro interrotto circa un anno fa perché di comune accordo le parti interessate avevano fissato dei paletti importanti ed imprescindibili per la Riperimetrazione dell’AMP delle Isole Egadi.

Ora può ripartire tutto. Il tavolo tecnico può riprendere il suo lavoro interrotto circa un anno fa perché di comune accordo le parti interessate avevano fissato dei paletti importanti ed imprescindibili per la Riperimetrazione dell’AMP delle Isole Egadi, tra queste:

1)    La firma del decreto approvazione del Regolamento di organizzazione dell’Area Marina Protetta delle Egadi. Il provvedimento era atteso da oltre 15 anni ed è avvenuto a giugno del 2010;

2)    L’attribuzione dell’incarico di Direttore dell’Area Marina Protetta delle isole Egadi nonché responsabile dei relativi servizi, nella figura del Dr. Geologo Stefano Donati avvenuta ad ottobre 2010;

 Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 7 dell'11 gennaio 2011 del Decreto Ministeriale  del 27 dicembre 2010 si aggiunge un altro tassello importante al lavoro fino ad oggi fatto

 Il Decreto infatti recita:

” fermi restando i divieti e le limitazioni di cui alla vigente normativa in materia di conservazione delle risorse del mare e tutela biologica e/o ambientale, in deroga al paragrafo 2 dell’articolo 13 del Reg. CE n°1967/2006 negli specchi acquei antistanti i Compartimenti marittimi di Milazzo, Messina, Catania, Augusta, Siracusa, Trapani e Palermo, ricompresi nella fascia tra 0,7 ed 1,5 miglia nautiche dalla linea di costa, è consentito per le unità da pesca iscritte nei predetti Compartimenti l’uso di reti a strascico, a condizione che la profondità del fondale non sia inferiore all’isobata dei 50 metri”

 Con questo decreto si potrà consentire, se verrà riperimetrata l’A.M.P., alle nostre imbarcazioni della pesca a strascico di operare, per come previsto dalla normativa Comunitaria, ad una profondità non inferiore a 50 metri ed a una distanza dalla costa non inferiore a 0,70 miglia nautiche.

 Non possiamo che essere orgogliosi del lavoro fatto fino ad oggi, e volendo possiamo affermare che con questo provvedimento, richiesto dalla nostra O.P. nel lontano ottobre del 2008 con una nota inviata al Ministero delle Politiche Agricole e poi avallata da tutte le parti sociali, ben 430 pescherecci in Sicilia usufruiranno di questo beneficio.

 A breve chiederemo un incontro con l’Ente Gestore dell’A.M.P per fare il punto della situazione e manifestare delle criticità già emerse dal Regolamento di organizzazione dell’Area Marina Protetta delle Egadi  e se necessario successivamente con il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo per cercare di trovare una linea comune sull’operato.

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